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Il silenzio sa. Nel silenzio si impara.

“Al silenzio si torna, come ad un luogo conosciuto da tutti,
da sempre. Una stanza in cui si fa silenzio è un luogo
in cui si impara ad accorgersi di quello che c’è già,
a non trascurarlo, a non averne paura, a inoltrarsi con fiducia nel non-conosciuto”

Inizio il mio terzo articolo citando una frase tratta dal libro Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani più che un libro, una vera e propria guida alla meditazione, alla pratica dello yoga e alla consapevolezza di chi siamo e del momento presente.
Ci sono delle pagine meravigliose in cui la scrittrice affronta il tema del silenzio con una semplicità e allo stesso tempo una profondità disarmanti.
Il silenzio non è mai lo stesso per tutti e soprattutto non è mai lo stesso ogni giorno che ci portiamo sul tappetino a praticare; praticando e insegnando mi sono accorta della moltitudine di silenzi che esistono… iniziando dal silenzio in cui ci si raccoglie prima di iniziare a praticare in cui proviamo a scrollarci di dosso la tensione e lo stress accumulati durante la giornata, in cui ascoltiamo cosa ci dice il nostro respiro naturale, in cui raccogliamo la nostra attenzione in un luogo e in un tempo solo nostro; il silenzio dei nostri pensieri che ci permette di vivere totalmente la nostra pratica sul tappetino e di staccare con quello che c’è stato prima, il silenzio che unisce le persone, il silenzio che è solo silenzio, il silenzio del rilassamento, il silenzio della stanca in cui pratichiamo, il silenzio di quando ripieghiamo il nostro tappetino; ho riflettuto su come ognuno di questi silenzi siano un ritorno a casa, in un luogo calmo accogliente in cui poter tornare ogni volta che ne sentiamo il bisogno, in cui ci sentiamo al sicuro e al riparo.

Quando pensiamo al silenzio tendiamo ad associarlo alla semplice interruzione del flusso delle parole, al tacere, a quei pochi momenti di pausa e di quiete che riusciamo a ritagliarci del frastuono che ci circonda ma per chi pratica yoga o per chi si avvicina per la prima volta allo yoga, il silenzio occupa un posto importantissimo in quanto rappresenta la via per la liberazione dai vincoli, dai condizionamenti, dai legami che impediscono di guardare e percepire la vera essenza delle cose. E’ solo con l’accettazione del silenzio che inizia il lungo e intenso cammino che conduce al cuore dello yoga. 

Elvira Boccia

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